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CHINA-EUROPE CULTURAL HERITAGE WORKSHOP

Il laboratorio è stato istituito nel 2013 mediante una convenzione tra la Scuola di specilizzazione in Beni demoetnoatropologici di Castiglione del Lago (PG) e il Chongqing Cultural Heritage College della Chongqing University of Arts and Science (Cina).

 

 

LABORATORIO PERMANENTE DI ETNOGRAFIA DELLA CULTURA MATERIALE (LECuMa)

Il laboratorio è istituito tra la Scuola di specializzazione in Beni demoetnoatropologici dell'Università degli Studi di Perugia (in convenzione con l'Università degli Studi di Firenze, l'Università degli Studi di Siena, l'Università degli Studi di Torino e l'Università degli Studi di Milano Bicocca), la Fondazione Fo.Cu.S. – Fondazione Culture Santarcangelo (Museo degli Usi e Costumi della gente di Romagna) di Santarcangelo di Romagna (Rimini), la Fondazione Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro di Collecchio (Parma) e la società cooperativa Lagodarte di Castiglione del lago (Perugia).

Il laboratorio è gestito da un comitato scientifico così composto: prof. Giancarlo Baronti (Direttore della Scuola), prof.ssa Cristina Papa (membro del consiglio direttivo della Scuola), Dott. Giancarlo Palombini (membro del consiglio direttivo della Scuola), dott. Daniele Parbuono (docente della Scuola), dott.ssa Francesca Sbardella (docente della Scuola), dott. Mario Turci (docente della Scuola). Il coordinamento del comitato scientifico e del laboratorio è affidato alla dott.ssa Francesca Sbardella e al dott. Mario Turci. Il laboratorio ha sede presso la Scuola di specializzazione, così come la sua segreteria.

Il laboratorio ha lo scopo di promuovere esperienze di conoscenza e pratica dell'etnografia per studenti delle lauree triennali e magistrali, dottorandi e persone interessate all'ambito dell'antropologia del contemporaneo. Gli obiettivi del laboratorio dovranno essere "produttivi" (realizzazione di testi, installazioni, ecc.) e attivare rapporti interdisciplinari (letteratura, arte, ecc.).

La struttura tematica del laboratorio si articola su di un piano seminariale (incontri legati a filoni tematici), un piano laboratoriale (pratiche di campo) e un piano della scrittura (testi, installazioni, expografie, ecc.).
Piano seminariale: i seminari hanno l'intento di fornire, a livello teorico, linee guida di antropologia della cultura materiale (lo statuto etnografico dell'oggetto; obsolescenza, morte e seconda vita delle cose; processi di conservazione e di diffusione). Il seminario, su base annuale, è da intendersi come momento di approfondimento legato all'attività del laboratorio stesso. Fra i seminari e le azioni di laboratorio ci sarà quindi una stretta coerenza tematica. Il seminario è facoltativo e consigliato soprattutto a chi intende partecipare all'attività del laboratorio, ma aperto a tutti gli studenti della Scuola di specializzazione e, più in generale, agli studenti delle altre sedi.
Piano laboratoriale "pratiche di campo": le azioni del piano laboratoriale sono in stretta relazione con lo sviluppo dei temi del piano seminariale. Le pratiche di campo e i relativi processi della ricerca (confronto, analisi critica, sviluppo, ecc.) si costituiscono come metodo di lavoro del piano laboratoriale (il campo: spazi del quotidiano contemporaneo; l'oggetto: lo spazio/il corpo/il testo, programmazione di ricerc/azioni).
Piano della scrittura etnografica: il piano della scrittura si costituisce come luogo dell'esperienza di costruzione del testo etnografico nelle sue diverse forme (expografia etnografica, testi tematici legati ad esperienze etnografiche e/o espositive specifiche).

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